Qualità nell'AFAM. Sì, ma senza risorsedel 07/01/2009
Il 31 ottobre scorso è stata emanata una nota del Direttore generale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale, dott. Bruno Civello, avente per oggetto “Standard e linee guida per l'assicurazione della qualità.”La nota sollecita numerose riflessioni sullo stato dell’arte dell’attuazione della riforma del settore . In questo commento analizzeremo brevemente solamente due aspetti lasciando a successivi interventi l’approfondimento di altre tematiche. Il primo aspetto riguarda il richiamo al problema degli standard di qualità ed alle modalità di valutazione del sistema AFAM. Tale richiamo rappresenta un elemento inedito e, per certi versi, singolare rispetto all’attività svolta in questi ultimi anni dalla Direzione Generale AFAM del MIUR. Dal 2003, con vari decreti ministeriali, sono state promosse sperimentazioni di corsi accademici di I e II livello in tutte le istituzioni artistiche del paese, che, soprattutto nel caso delle Accademie di Belle Arti, ne hanno completamente modificato l’offerta formativa e l’originaria fisionomia, senza che vi sia stata una qualsiasi verifica dell’impatto didattico e organizzativo di tali innovazioni. Peraltro, l’invito contenuto nella nota del 31 ottobre di istituire e rendere operativo in tutte le istituzioni il Nucleo di valutazione previsto dall’art. 10 del DPR 132/03, “Regolamento recante criteri per l'autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa delle istituzioni artistiche e musicali, a norma della legge 21 dicembre 1999, n. 508”, la dice lunga su quello che è successo in questi anni. Un secondo aspetto riguarda la previsione che le risorse statali per il funzionamento delle istituzioni AFAM diminuiranno progressivamente e che la capacità di “intercettare” risorse di diversa provenienza, in primis i “fondi europei”, rappresenterà un elemento di fondamentale importanza per l’esistenza stessa delle singole istituzioni. Tale previsione se coniugata con le recenti affermazioni del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, M. Gelmini, su un progressivo disimpegno dello Stato verso il settore AFAM e l’auspicio del passaggio di numerosi Conservatori alle dipendenze degli enti locali, prefigura un futuro precario e carico di incognite per il comparto. Premesso che l’AFAM ha bisogno di una radicale trasformazione in termini sia di “mission” che di organizzazione della didattica e dei servizi connessi, a nostro parere, invece, occorre:
Dimensionamento scuole: dopo il varo i problemi apertiE' ormai un dato noto. Con il Piano di dimensionamento varato dalla Giunta regionale lo scorso 25 gennaio in Puglia le istituzioni scolastiche autonome passano da 896 a 720 (con 311 nuovi Istituti comprensivi). Ciò è dovuto in prevalenza agli accorpamenti di Circoli Didattici e Scuole medie, per creare Istituti Comprensivi, in ossequio alla Legge Finanziaria del Luglio 2011. In realtà ... continua
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