Un dimensionamento impossibile!
del 16/09/2011
Mentre si sollevano da più parti le proteste per le conseguenze dei tagli agli organici e la riduzione dei fondi alle scuole, è tempo di cominciare a fare alcune riflessioni sul prossimo dimensionamento scolastico. Ciò in attesa dell'esito del ricorso alla Corte Costituzionale presentato dalla giunta regionale pugliese per sollevare una questione di legittimità delle disposizioni previste per la organizzazione scolastica (all'art.19 (commi 4 e 5) del decreto legge del 6 luglio 2011 n.98, convertito in legge 15 luglio 2011), che ha oprevisto la soppressione delle direzioni didattiche e delle scuole medie di I grado e la costituzione di istituti comprensivi con almeno 1.000 alunni.
Le riflessioni qui svolte si basano ovviamente solo su dati numerici, pur sapendo che la realtà delle scuole (per collocazione territoriale, bacini di utenza, ecc.) è molto più complessa.
In Puglia vi sono 626 istituti tra Direzioni didattiche, Scuole medie di I grado e Istituti comprensivi. Questi ultimi rappresentano il 29,2 % del totale. Se si dovesse applicare la norma della Finanziaria di luglio 2011, con la conseguenza di ottenere il 100 % di istituti comprensivi e la scomparsa delle Direzioni didattiche (263 in Puglia, 42% del totale) e delle scuole medie di I grado (180 in Puglia, 28,8 % del totale), si dovrebbe ipotizzare come minimo un dimezzamento di tali ultimi istituti: 263+180 = 443 / 2 = 221 istituti comprensivi). Il totale tra i comprensivi già esistenti e i nuovi farebbe 183+221 = 403 rispetto alle 626 istituzioni ora presenti.
Le cose sono, naturalmente, più complicate. Anche perché la Finanziaria ha previsto che gli istituti comprensivi debbano avere almeno 1.000 alunni per il riconoscimento dell'autonomia.
Facciamo, anche in questo caso un'ipotesi (ma solo un'ipotesi), basata su dati numerici: tralasciando gli attuali comprensivi, gli alunni che frequentano i circoli didattici e le scuole medie di I grado sono in totale 309.704. Ipotizzando astrattamente di istituire istituti comprensivi con almeno 1.000 alunni si otterrebbero 309 istituti (tot. alunni / 1.000). Già si vede che rispetto alle 403 istituzioni della ipotesi precedente si ha una ulteriore riduzione di quasi 100 istituti autonomi. Senza contare che degli attuali istituti comprensivi (183) solo 7 hanno una popolazione scolastica superiore ai 1.000 alunni). Anzi ben 52 hanno una popolazione inferiore ai 500 alunni. Quindi, per garantire l'autonomia scolastica anche a questi istituti, bisognerà procedere ad ulteriori accorpamenti. Ipotizziamo anche qui una riduzione di ca il 50% e cioè di 80 scuole.
Facendo i conti definitivi si passerebbe dalle attuali 626 autonomie (costituite da circoli, sc. medie di I grado e ist. comp.) ai 400/410 istituti comprensivi autonomi. Una riduzione di un terzo o oltre!
Ciò naturalmente comporterebbe la perdita di altrettanti posti di Dirigente scolastico e di Direttore dei Servizi Amministrativi, senza contare le ricadute sul restante personale, in particolare amministrativo e ausiliario), ma anche docente, in quanto il dimensionamento porta in genere con sè una riduzione del personale tutto.