Istruzione e formazione professionale. Una proposta per la qualitàdel 17/06/2010Il 70% degli studenti iscritti al primo anno dell'istruzione professionale di Stato in Puglia chiede di poter conseguire la qualifica triennale prevista dai vecchi ordinamenti. Tale possibilità, tuttavia, è negata dalla riforma Gelmini della scuola secondaria superiore che ha aboilito le qualifiche triennali e ha previsto solo indirizzi quinquennali. Una scelta, quella del Ministro, infelice e inadeguata per questa parte della popolazione scolastica cui ora si cerca di porre rimedio. Infatti, con un accordo Stato-Regioni dello scorso 29 aprile sono state introdotte 21 qualifiche professionali triennali e 21 profili professionali quadriennali la cui realizzazione sarà a cura delle Regioni, sebbene con un riconoscimento di livello nazionale. Ma la realizzazione di questi percorsi prevede che siano emanati altri atti normativi e pertanto non potranno partire dal prossimo anno scolastico, come previsto dall'Accordo. Si profila una soluzione temporanea che per il prossimo anno scolastico vedrà assegnare agli Istituti professionali di Stato la possibilità di offrire agli studenti le vecchie qualifiche triennali. Insomma entra dalla finestra ciò che era stato buttato fuori dalla porta. Resta il problema della riduzione del tempo scuola previsto dalla riforma che porta le ore di lezione da 40 a 32 anche nei professionali e tra l'altro prevede la riduzione proprio delle attività di laboratorio e professionalizzanti. Su questo aspetto la FLC Cgil Puglia ha chiesto alla Regione e alla Direzione Scolastica Regionale di attivare i percorsi integrati con la formaziona professionale. In sostanza all'attività ordinaria a carico della scuola statale si affiancherebbe un pacchetto di ore a cura della formazione professionale per realizzare attività di tutoring, stage formativo, orientamento e di laboratorio. A ciò potrebbero essere destinate le risorse che in passato finanziavano i progetti triennali di istruzione e formazione professionale, anch'essi ormai superati dalla nuova normativa. In tal modo l'utilizzo delle risorse professionali della scuola e della formazione e delle risorse economiche disponibili sarebbero ottimizzate per qualificare l'offerta formativa nella nostra regione, mantenendo un più stretto raccordo con il mondo del lavoro.
Dimensionamento scuole: dopo il varo i problemi apertiE' ormai un dato noto. Con il Piano di dimensionamento varato dalla Giunta regionale lo scorso 25 gennaio in Puglia le istituzioni scolastiche autonome passano da 896 a 720 (con 311 nuovi Istituti comprensivi). Ciò è dovuto in prevalenza agli accorpamenti di Circoli Didattici e Scuole medie, per creare Istituti Comprensivi, in ossequio alla Legge Finanziaria del Luglio 2011. In realtà ... continua
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