Statuto UniLe: la posizione dei sindacati

del 15/10/2011

Comunicato congiunto relativo all'iter per l'apprvazione dello Statuto dell'Università del Salento consegnato nel corso della conferenza stampa tenutasi il 14 ottobre 2011. La conferenza stampa si è tenuta dinanzi all'ingresso dell'Ateneo perché l'Amministrazione non ha consentito l'ingresso ai giornalisti FLC CGIL UIL/RUA SNALS __________________________________________________________________________________________ ___________________________________________ CONFERENZA STAMPA STATUTO - 14 OTTOBRE 2011 Non era vera la notizia che il MIUR avesse approvato con riserva lo Statuto dell’Università del Salento. Il MIUR ha rigettato la bozza senza dare l’autorizzazione all’emanazione e con ben 56 rilievi di merito e procedurali che interessano circa 50 articoli, cioè quasi il 50% dell’intero testo. Non è vero che i rilievi sono marginali. Già l’entità degli stessi mette in evidenza come sia stato un lavoro svolto con frettolosità. Già a suo tempo, le OO.SS. avevano espresso forti perplessità sulla bozza. E ciò sorprende maggiormente se si pensa che a proposito della composizione della Commissione dei 15, deputata alla revisione dello Statuto, il Rettore aveva giustificato la sua scelta dei nominativi sulla base della loro competenza. Non è escluso che questa ci fosse ma, probabilmente, è stata sacrificata sull’altare dell’accondiscenza alla volontà dello stesso Rettore. Sul principale vizio procedurale c’è da dire che già in CdA, all’esito della votazione che aveva prodotto solo 7 voti favorevoli, qualcuno dei consiglieri richiamò la normativa vigente che prevede che lo Statuto debba essere approvato con la maggioranza assoluta del CdA e non invece con una maggioranza semplice così come è avvenuto lasciando la delibera del CdA non “validamente perfezionata”. Ma né il Rettore né tanto meno il Direttore amministrativo, che ha il compito di garantire la legittimità delle procedure, vollero prestare attenzione alla segnalazione che, alla luce di quanto affermato dal MIUR, risulta oggi più che fondata. Per quanto riguarda gli altri rilievi, diversi ineriscono il mancato rispetto di norme di legge ed altri sollevano perplessità sostanziali nel merito. Alcuni di questi erano già stati formulati dalle scriventi OO.SS. senza ricevere la giusta attenzione, come per esempio quelli sulle figure del Coordinatore amministrativo e del Manager didattico, sui poteri sostitutivi del Rettore, sulle sue prerogative e deleghe, sul voto ponderato nelle elezioni del Rettore, sul conferimento degli incarichi dirigenziali ed altro ancora. Il MIUR ha espresso forti perplessità sull'incompatibilità prevista per i componenti gli Organi accademici consistente nella partecipazione ad organizzazioni sindacali,; la norma limita l’incompatibilità stessa solo a coloro che rivestono incarichi di natura politica. L’aver esteso tale incompatibilità a dirigenti sindacali si giustifica solo con un’idiosincrasia verso le OO.SS. che rappresentano una voce critica all’interno dell’Ateneo. Occorre precisare che se oggi siamo nelle condizioni di approvare in tempo utile lo Statuto evitando che lo stesso sia predisposto dai Commissari ministeriali lo dobbiamo innanzitutto al MIUR. Dalla nota ministeriale si evince, infatti, che la Direzione Generale del Ministero, nonostante il vizio procedimentale rilevato, ha ritenuto di dover comunque procedere all’esame dell’articolato per puro spirito di collaborazione con il nostro Ateneo. Da questa vicenda deriva una gravissima caduta d'immagine dell'Università del Salento ed il rischio che il Ministero proceda con la nomina dei Commissari qualora lo Statuto non sia approvato dagli Organi collegiali. La responsabilità di tutto ciò ricade unicamente sul Rettore che ha posto in essere comportamenti autoritari ed antidemocratici. A cominciare dalla nomina della Commissione che non ha avuto una composizione pluralista, per poi passare al metodo seguito. Ha secretato i lavori della stessa Commissione impedendo un confronto costruttivo in itinere e poi quando lo Statuto è stato bocciato dal CdA non ha voluto accogliere la richiesta di proroga. Proroga che ora è stata concessa dal MIUR ma che se fosse stata accolta a suo tempo avrebbe consentito di avere 3 mesi di tempo per correggere lo Statuto e non 20 giorni come accade oggi. Il Rettore non volle concedere nessuna apertura a chi chiedeva che si avviasse un confronto costruttivo evitando il “muro contro muro”. Anche nei confronti delle scriventi OO.SS. egli ha avuto parole pesanti. Ha definito i sindacalisti fannulloni o guastatori che difendevano solo i propri privilegi. Oggi si può constatare che le OO.SS. avevano ragione sia sul metodo da seguire che sui vizi procedurali e di merito. La conferma arriva dal MIUR che riprende molte delle osservazioni fatte dalle scriventi OO.SS. Il Rettore ha imposto la fretta che ha prodotto la formulazione di uno Statuto con molti aspetti opinabili e per di più ha impedito che gli Organi collegiali potessero esprimersi su ogni articolo. Ha voluto stroncare il dibattito producendo oggi una vera e propria debacle per l'Ateneo. Non contento di tutto ciò oggi persevera con questi comportamenti. Ha secretato inizialmente la bozza e poi ha investito la Commissione dei 15 del potere di recepire o meno i rilievi del MIUR. Questa è una competenza esclusiva degli Organi Accademici come, peraltro, indicato dallo stesso MIUR nella citata nota. Ancora una volta vuole strozzare il dibattito e nonostante vi sia tempo fino al 30 ottobre vuole concludere tutte le operazioni entro due giorni, tra il 18 e il 19 ottobre, infischiandosene di raccogliere il consenso su una proposta condivisa ma tentando ancora una volta di imporre con la forza la sua volontà. Con il suo operato mette a repentaglio la legittimità della procedura e a rischio di bocciatura lo Statuto. Siamo, purtroppo, abituati a questi comportamenti che sono ormai reiterati da anni ma che mal si coniugano con la gestione di un'Istituzione pubblica come l'Università. Comportamenti che hanno provocato molti danni, per esempio al personale Tecnico amministrativo, cui ha fatto perdere molte opportunità; ma ancora, ha prodotto un isolamento politico dell'Ateneo che si è tradotto in una perdita di chance, basti ricordare i 7,5 milioni di euro che l'Università ha dovuto sborsare per l'acquisto del Principe Umberto. Non è pensabile né accettabile che l'Ateneo possa essere gestito in maniera così autoritaria e, si badi bene, non autorevole che comporterebbe acquisizione di consenso e fiducia. Il livello di consenso personale è ai minimi termini tanto è diffuso il malcontento in tutta l'Università, persino tra i suoi stessi delegati. Per tutte queste ragioni, le scriventi OO.SS. chiedono che il Rettore prenda atto di aver profondamente mal gestito questa vicenda. E che questa presa d'atto lo porti nell'interesse dell'intera Comunità Accademica, a valutare sull’opportunità di gestire o meno ancora l’Ateneo. “Grande non è colui che fa pensando di non sbagliare, ma colui che fa, sbaglia, si accorge e si corregge”. Lecce, 14 ottobre 2011 FLC CGIL UIL/RUA SNALS/Università

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