«Ci saranno ripercussioni ma era necessario sfoltire»del 30/01/2012da la Gazzetta di TarantoI sindacati: organici del personale ridimensionati e problemi nel fare le classi • Sono 29 nella fascia dell'obbligo e 4 nella secondaria, per un totale di 33, le scuole soppresse nella provincia di Taranto dalla Regione, un numero però controbilanciato dall'istituzione di tre Cpia (istruzione per gli adulti a Taranto, Castellaneta e Manduria) che porta in realtà a 30 il totale delle scuole in meno il prossimo anno. Ma quale l'impatto di questa maxi-operazione su scelte dei genitori e organici di personale docente e non docente? Quali le ripercussioni di un dimensionamento peraltro più contenuto rispetto a quello ipotizzato in prima battuta dagli enti locali in attuazione di norme nazionali che obbligavano alla riorganizzazione in istituti comprensivi di tutte le scuole materne, elementari e medie che non fossero già così organizzate (ma ora con almeno mille alunni)? Ulteriori norme hanno poi anche alzato a 600 il numero di studenti perché una scuola (soprattutto al superiore) abbia o conservi la propria autonomia. «Ripercussione ce ne saranno e subito. Ce ne accorgeremo ora con l'imminente fase della mobilità», dice la segretaria provinciale della Cisl Scuola, Mimma Vozza. «Attendiamo ora l'ordinanza che ci dica quale sarà la rivisitazione possibile dei punteggi», aggiunge la segretaria provinciale dello Snals, Elvira Serafini. «Ma un dimensionamento era comunque necessario: c'erano troppe situazioni anomale di scuole sottodimensionate. Ci aspettavamo, però, un'operazione più imponente perché nei fatti si interviene solo su alcune realtà e non capiamo perché i criteri non siano stati applicati nella generalità delle situazioni», dice a sua volta la segretaria della Flc Cgil, Anna Santoro. Per la Cisl, invece, «l'operazione è apprezzabile perché c'è stato il rispetto dei criteri di gradualità indicati proprio dalla Cisl». Sindacato che, invece, se la prende maggiormente col ragionamento ragionieristico imposto del ministero che ha finito col comportare «una modifica ordinamentale». Cosa attendersi ora? A parte la confusione per l'utenza, anche e soprattutto il ridimensionamento degli organici, da quello dei docenti a quello dei non docenti, in particolare direttori ed assistenti amministrativi. Ma non saranno meno sotto pressione anche gli organici dei collaboratori scolastici. «E' inimaginabile, però, che la nostra realtà debba subire ulteriori sacrifici in termini occupazionali» mette in guardia Vozza (Cisl). «E poi - aggiunge -già siamo in forte difficoltà nell'assicurare la vigilanza e garantire i servizi». «Ci saranno anche problemi nella formazione delle classi», aggiunge Santoro (Cgil). «E' un percorso difficile quello che ora si apre, ma da qualche parte occorreva comunque cominciare. Bisognerà accompagnare questo processo - aggiunge - ed intervenire nei luoghi giusti per evitare un'eccessiva riduzione del personale. Speriamo che sia l'occasione buona per varare l'organico funzionale a salvaguardia dei posti e della qualità della scuola». MARIA ROSARIA GIGANTE
Rassegna stampa
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