«Il 40% dei professori non si presenta in aula>del 03/03/2010da la Gazzetta di BariGli studenti: un cartellino per identificare i sostituti Specializzandi in cattedra al posto dei professori, stanze dei docenti quasi sempre chiuse, programmi comunicati anche un giorno prima dell'avvio dei corsi, appelli rinviati last minute, commissioni d'esame composte da collaboratori. «La nostra formazione - accusano gli studenti - è affidata a avvocati e commercialisti che privilegiano la libera professione rispetto all'insegnamento». E a Economia scoppia la protesta. Condita dalla provocazione: badge di riconoscimento per i professori, i ricercatori, gli associati. Dal momento che non si può imporre di timbrare il cartellino, gli studenti sono pronti a vestire i panni degli ispettori per garantire il rispetto delle regole. La denuncia è pesante e viene amplificata dai microfoni nell'atrio della facoltà: «Il 40% dei docenti si mette lo stipendio in tasca, ma è impegnato a fare altro, a portare avanti lo studio privato piuttosto che mettersi a disposizione dei ragazzi». L'assemblea è affollata. Vi partecipano a centinaia. Le attività didattiche, nelle aule dove si passa scavalcando corpi stretti per terra e giovani che prendono appunti nelle posizioni più fantasiose, vengono sospese. I rappresentanti di Studenti indipendenti Vincenzo Antenori, di Studenti per l'università Donato Sa ut acesar ia. di Un idea Michele Denora, di Università democratica Oraziana Giordano, di Muro Luca Furlan, di Azione universitaria Luigi Dab-bicco fanno circolare un volantino. Laura De Marzo, rappresentante in Senato accademico di Au, informa i colleghi della presenza di un centro d'ascolto per segnalare situazioni di difficoltà, del garante degli studenti a tutela dei diritti degli stessi, di un regolamento di Ateneo. Snocciola uno dopo l'altro i mali di Economia: «Siamo costretti a inviare fino a 200 e-mail al giorno per conoscere gli orari delle lezioni. Quelli pubblicati sono spesso provvisori e non si trovano sul sito internet che non viene aggiornato da luglio scorso. Non conosciamo le modalità degli esami, non sappiamo se si tratta di prove scritte o orali. Spesso in cattedra ci sono sostituti dei professori, figure non meglio identificate. Per parlare con i docenti dobbiamo prendere appuntamento tramite e-mail, salvo poi scoprire che il professore è assente. Per qualche insegnamento, mancano ancora i docenti. Siamo stanchi, non c'è rispetto per noi studenti che con le tasse garantiamo gli stipendi e il funzionamento della facoltà». Economia scoppia. I 5mila iscritti si contendono le aule e c'è un plesso, che i ragazzi chiamano obitorio, inutilizzato da un anno e mezzo perché pericolante. Sarebbe invece perfetto per ospitare i corsi seguiti da un numero contenuto di studenti. U preside Giuseppe Patruno ammette qualche disservizio, ma respinge le accuse di disorganizzazione. «Vediamo i fatti», precisa. E i fatti sono «gli 11 corsi di laurea fra triennali e magistrali. Per 9 il calendario è sul sito della facoltà. Su 325 insegnamenti attivati ne risultano scoperti soltanto 5. Per quanto riguarda gli appelli, quasi tutte le discipline li riportano almeno fino ad aprile, molte fino a settembre. In merito ai programmi, devo confermare che c'è qualche carenza. Sarà mia cura intervenire al più presto». ANTONELLA FANIZZI
Rassegna stampa
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