Formazione professionale, rivoluzione accreditamento
del 08/02/2012
da Corriere del Mezzogiorno
BARI — In arrivo una piccola rivoluzione nel mondo della formazione professionale. La giunta regionale ha approvato le nuove linee-guida per l'accreditamento degli enti che operano nel comparto. Il nuovo modello, secondo le intenzioni dell'assessora regionale Alba Sasso, supera l'accreditamento fondato sulla verifica dei «requisiti minimi delle sedi». E fonda la nuova valutazione su indicatori «trasversali e specifici». Tradotto: l'accreditamento non sarà concesso più in base alle caratteristiche del luogo fisico che ospita il corso di formazione, ma in base ad una serie di parametri che sappiano giudicare le caratteristiche intrinseche dell'attività di formazione. «In questo modo — osserva Sasso — sarà possibile elevare gli standard qualitativi dell'offerta formativa. Verrà introdotta una nuova procedura di accreditamento, con modalità "a sportello", al fine di favorire una valutazione dinamica dei soggetti che intendano candidarsi». Insomma, non un giudizio espresso una volta per sempre, ma di volta in volta e secondo necessità.
La reazione degli enti non è ostile. Lo si deduce dalle parole di Gianluca Budano, presidente regionale delle Acli di Puglia, associazione che promuove l'Enaip, uno dei più importanti enti di formazione. «La riforma — riflette Budano — apre una fase nuova per l'intero sistema pugliese. L'amministrazione regionale non dimentichi, però, che una riforma richiede la contestuale chiusura delle questioni che provengono dal passato. E qui l'amministrazione pubblica detiene una primaria responsabilità storica ultratrentennale». È un richiamo all'attuale giunta a risolvere questioni che sono sul tappeto da decenni. «Abbiamo affrontato — continua Budano — mesi di duro sforzo, frutto anche di notevoli sacrifici da parte del movimento e di tutti i lavoratori, fatto di numerose retribuzioni ancora non corrisposte, ma anche di un corposo piano di risanamento. Le Acli continueranno con tenacia e caparbietà a difendere le centinaia di famiglie che lavorano nella formazione, garantendo il mantenimento dei livelli occupazionali e gli impegni verso i fornitori, gli allievi, i docenti, le famiglie. Non è nostra intenzione chiudere questa esperienza: epilogo forse gradito a qualche concorrente esistente o da costituire». Insomma, l'Enaip resta sulla scena e si appella al governatore Nichi Vendola «affinché si scriva, magari con l'ausilio delle forze di opposizione, un'altra pagina di buona politica». L'obiettivo è indicato: risanamento, definizione delle vicende sospese e una nuova formazione professionale.
*F. Str.*