Ricercatori, sit-in al campus
del 15/07/2010
da Corriere del Mezzogiorno
BARI — La protesta dei ricercatori entra nel vivo. Ieri è cominciata la settimana di sospensione delle attività didattiche e si sono presentati già i primi disagi: non tutti i professori hanno aderito allo sciopero e quindi gli studenti si sono trovati con appelli confermati ed altri rinviati. Le associazioni universitarie invitano alla calma e a presentarsi comunque all’esame, per evitare disguidi.
Intanto sono cominciate le prime iniziative: ieri sit-in di studenti e ricercatori al Politecnico per presentare le motivazioni della protesta. Mentre il consiglio di facoltà di Scienze politiche ha approvato un documento che appoggia completamente le richieste dei ricercatori (già presentate nel corso di una passata assemblea). La giornata clou sarà giovedì quando si mobiliteranno insieme Ateneo e Campus: in senato accademico dell’Università di Bari sarà discussa la presa di posizione dei ricercatori per il prossimo anno, il cui inizio è a rischio a causa dei tagli del governo, mentre al Politecnico è in programma un’assemblea alla presenza del rettore Nicola Costantino.
«Vogliamo creare un fronte unico - spiega Leonardo Madio di Link - non bisogna avviare una guerra tra poveri. Bisogna fare capire che qui c’è davvero il rischio che il prossimo anno accademico non inizi proprio». Inoltre sempre giovedì in piazza Prefettura un gruppo di docenti raccoglierà simbolicamente le prenotazioni per gli appelli di esame. «E’ un modo - spiega Giovanni Vecchio di Studenti Democratici - per spostare la protesta in un posto centrale della città e sensibilizzare quanta più gente possibile».